mercoledì, 31 gennaio 2007, ore 18:41


Tu mettrais l'univers entier dans ta ruelle,
Femme impure ! L'ennui rend ton âme cruelle.
Pour exercer tes dents à ce jeu singulier,
Il te faut chaque jour un coeur au râtelier.
Tes yeux, illuminés ainsi que des boutiques
Et des ifs flamboyants dans les fêtes publiques,
Usent insolemment d'un pouvoir emprunté,
Sans connaître jamais la loi de leur beauté.

Machine aveugle et sourde, en cruautés féconde !
Salutaire instrument, buveur du sang du monde,
Comment n'as-tu pas honte et comment n'as-tu pas
Devant tous les miroirs vu pâlir tes appas ?
La grandeur de ce mal où tu te crois savante
Ne t'a donc jamais fait reculer d'épouvante,
Quand la nature, grande en ses desseins cachés,
De toi se sert, ô femme, ô reine des péchés,
- De toi, vil animal, - pour pétrir un génie ?
Ô fangeuse grandeur ! sublime ignominie !


(C.Baudelaire)

strappo alla regola..traduzione^^

Tu metteresti l'universo intero nella tua alcova
donna impura: la noia ti rende crudele.
Per tenere in esercizio i tuoi denti al tuo singolare gioco,
ti necessita, ogni giorno, un cuore sulla rastrelliera.

I tuoi occhi, illuminati come botteghe
o antenne fiammeggianti nelle feste pubbliche,
fanno uso, con insolenza, d'un potere preso a prestito
senza conoscere la legge della bellezza.

O macchina cieca e sorda, feconda in atrocità!
Salutare strumento che ti sazi del sangue del mondo,
com'è che non hai vergogna, com'è
che non vedi impallidire le tue attrattive dinanzi a ogni specchio?

La grandezza del male in cui ti reputi sapiente
non t'ha mai fatto indietreggiare di spavento,
quando la natura, grande nei suoi fini segreti,

si serve di te, femmina, regina del peccato
 – di te, vile animale – per plasmare un genio?
O fangosa grandezza! Suprema ignominia!

Grazie Nic...mi piace come icona dell'anima nera

^__^
LadyMachbet
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categoria : poesie, letteratura, anime nere

domenica, 07 gennaio 2007, ore 01:59




Delirio dell'ultim'ora...complice una monetina da un euro ho fatto "testa o croce"

Testa (l'uomo vitruviano) si va

Croce (l'uno) si resta

E' uscito l'uomo vitruviano del buon vecchio Da Vinci ( ah il Codice...)

Sarà KA?

il trobar clus me l'ha ricordato Nic stamattina...



Cen vez mor lo jorn de dolor
e reviu de joi altras cen
ben es mos mals de bel semblan…

(Bernart  de Ventadorn)

metto la traduzione va...

Cento volte al giorno muoio di dolore
e altre cento di gioia rivivo
Ben bello è questo male.
LadyMachbet
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mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 10:57

I LAMENTI DI UN ICARO

Gli amanti delle prostitute sono felici, pasciuti, allegri; quanto a me, le mie braccia son rotte per aver abbracciato solo nuvole.

È grazie agli incomparabili astri che ardono nel profondo del cielo che i miei occhi consunti non vedono che ricordi di soli.

Vanamente ho preteso trovare il centro e la fine dello spazio: sento che la mia ala si spezza sotto non so che occhio di fuoco;

e arso dall'amore del bello non avrò l'onore supremo di dare il mio nome all'abisso che mi sarà tomba.

 

Non l’ho trovata in francese…uffa
Sono costretta a mettere versi tradotti…non mi piace.
Però è così che mi sento oggi, quindi pazienza…sopportate la traduzione.
Charles è una pessima idea per sollevare lo spirito, non funge a dovere.
Forse dovrei dedicarmi a letture più allegre, più adatte a sospendere il pensiero, ma come in una spirale mi avvito sempre sulle solite cose.
E poi ho mal di testa.
Niente medicine, mi curo convincendomi da sola di non star male.
A volte funziona.
Non sempre.
Non credo che stamattina funzioni, anche perché il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo spirito…non è mia questa, è sempre Charles.
Ma lo Spleen già l’ho postato tempo fa.
Poi in tutta sincerità sono stufa del tedium vitae, mi tedia esso stesso.
Preferirei di gran lunga essere allegra e lanciarmi in un folle carnevale senza riflettere.
Quindi mi accontento, schizofrenica, di indossare in pubblico la maschera della gaiezza così da confondere le acque e sollevando sabbia le intorpidisco al punto che coloro che mi osservano si convincano della mio equilibrio roccioso.
Nulla al mondo più mi gratifica infatti di apparire intangibile da qualsiasi cosa, intoccabile…ovviamente è solo chiacchiera e distintivo…nemmeno questa è mia, ma non è Charles stavolta.
Eppure poi qui scrivo del mio umore, come se nessuno mi leggesse.
Schizofrenia appunto.
Due me stesse che si contraddicono a vicenda, a volte davvero mi sento scissa.
E non c’è conciliazione.

LadyMachbet
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venerdì, 08 settembre 2006, ore 18:15



Piccola antologia personale...non ho voglia di scrivere...


Chiuso fra cose mortali
(Anche il cielo stellato finirà)
Perchè bramo Dio?

Dondolo di ali in fumo

mozza il silenzio degli occhi

Col vento si spippola il corallo

di una sete di baci

Allibisco all'alba


Mi si travasa la vita

in un ghirigoro di nostalgie

Ora specchio i punti di mondo

che avevo compagni
e fiuto l'orientamento

Sino alla morte in balia del viaggio


Abbiamo le soste di sonno

Il sole spegne il pianto

Mi copro di un tiedipo manto

di lind'oro
D
a questa terrazza di desolazione

i braccio mi sporgo
al buon tempo
 
Balaustrata di brezza
per appoggiare stasera
la mia malinconia


 
Come il sasso aspro del vulcano,
Come il logoro sasso del torrente,
Come la notte sola e nuda,
Anima da fionda e da terrori
Perchè non ti raccatta
La mano ferma del Signore?

Quest'anima
Che sa le vanità del cuore
E perfide ne sa le tentazioni
E del mondo conosce la misura
E i piani della nostra mente
Giudica tracotanza,

Perchè non può soffrire
Se non rapimenti terreni?

Tu non mi guardi più, Signore...

E non cerco se non oblio
Nella cecità della carne.

Con la mia fame di lupo
ammaino
il mio corpo di pecorella
Sono come
la misera barca
e come l'oceano libidinoso
LadyMachbet
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lunedì, 04 settembre 2006, ore 22:55

Questa è per me...

L'Idéal


Ce ne seront jamais ces beautés de vignettes,

Produits avariés, nés d'un siècle vaurien,
Ces pieds à brodequins, ces doigts à castagnettes,
Qui sauront satisfaire un cœur comme le mien.

Je laisse à Gavarni, poète des chloroses,
Son troupeau gazouillant de beautés d'hôpital,
Car je ne puis trouver parmi ces pâles roses
Une fleur qui ressemble à mon rouge idéal.

Ce qu'il faut à ce cœur profond comme un abîme,
C'est vous, Lady Macbeth, âme puissante au crime,
Rêve d'Eschyle éclos au climat des autans,

Ou bien toi, grande Nuit, fille de Michel-Ange,
Qui tors paisiblement dans une pose étrange
Tes appas façonnés aux bouches des Titans.

( Charles Baudelaire )

LadyMachbet
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