giovedì, 14 febbraio 2008, ore 11:31

Atei, misantropi e relativisti evitate di accendere la TV, di entrare nei forum e nei blog, chiudetevi in casa insomma perchè che lo vogliate o no oggi è il giorno dell'Amore.
Quindi in ogni dove profusione di cuoricini, zuccherini, bacini, cioccolatini, cucciolottini, lucchettini moccianini, bigliettini glitteratini e tutti gli altri "ini" che vi vengono in mente.

Personalmente sono stata svegliata stamattina non dal suono della sveglia, ma dalla suoneria del cellulare.
Alle 6:07.
Mio marito ha pensato bene di farmi gli auguri appena alzato, sant'uomo.
Io ho brancolato con la mano sul comodino, ho afferrato il telefono e ho biascicato un assonnatissimo: "grazie, anche a te" con qualche bestemmia solo mentale.
Per la giornata, gli accordi prevedono il divieto di farsi regali e quest'anno non voglio nemmeno la consueta scatola di cioccolatini, eccessivamente minacciosa per la linea.
In ogni caso oggi non ci vedremo, visto che io sono qua a casa e lui fuori per lavoro. Ci faremo bastare qualche minuto di videochiamata e poi si rimandano le coccole a domani sera, quando finalmente rientra.

Tutto ciò per dire che la giornata, almeno a casa mia, è un comunissimo giovedì di routine. Nessun abbigliamento particolare, nessuna cena romantica, nessun bigliettino cucciolottino. Il rapporto non si basa su una giornata sola di zucchero e miele, ma si vive giorno dopo giorno cercando di tenere alto sempre l'entusiasmo.

Però, pur essendo atea, misantropa e relativista, non me la sento di giudicare gli innamorati che oggi si scambiano tenerezze.
Siamo sinceri, a tutti (Fra, tu non sei conteggiato) fa piacere essere al centro dei pensieri di qualcuno, non solo oggi, certo, ma che male c'è se per un giorno si celebra l'Amore?
Sia quello vero, immenso, che riempie la vita intera, sia quello passeggero che ti fa star bene per una manciata di giorni e poi svanisce.

Bisogna onorare in qualche modo la sensazione di essere innamorati, capace di farti vedere ogni cosa attraverso filtri differenti, di amplificare ogni gioia ed ogni dolore ed potente al punto di trasportarti in paradiso o di precipitarti giù all'inferno.

Il sapere che Lui (Lei) è comprensibile solo a te, che solo tu riesci a scorgere nel suo animo le qualità più profonde e nobili (ovviamente è una cazzata, perchè tutti siamo umani e abbiamo molti più difetti che pregi), che soltanto a te lui mostra la sua dolcezza.
Siamo sinceri: tutto questo fa sentire speciali!

Che poi sia falso ed illusorio, lasciamo perdere...

Non roviniamo la magia agli innamorati perchè in ogni caso è la vita stessa ad essere illusoria e non è giusto accanirsi solo contro l'Amore.

Che io sia felice o triste, innamorata o delusa, intenta a costruire qualcosa o a raccogliere i pezzi di me sparsi intorno come a Ground Zero... non conta, guarderò sempre con un pizzico di invidia due persone che stanno bene insieme. 
Perchè, malgrado tutto, io apprezzo sempre l'Amore.



We're so glad to see so many of you lovely people here tonight, and we
would especially like to welcome all the representatives of Illinois'
law enforcement community that have chosen to join us here in the
Palace Hotel Ballroom at this time. We sincerely hope that you enjoy
the show. And please remember people, no matter who you are, and
whatever you do to live, thrive and survive, there are still some
things that make us all the same: you, me, him, them -- everybody, everybody!

Everybody needs somebody
Everybody needs somebody to love
Someone to love (Someone to love)
Sweetheart to miss (Sweetheart to miss)
Sugar to kiss (Sugar to kiss)
I need you, you, you
I need you, you, you
I need you, you, you in the morning
I need you, you, you when my soul's on fire

Sometimes I feel, I feel a little sad inside
When my baby mistreats me, I never never have a place to hide, I need you!

Sometimes I feel, I feel a little sad inside
When my baby mistreats me, I never never have a place to hide, I need you, you, you!
I need you, you, you!
I need you, you, you!
I need you, you, you!

You know people when you do find somebody, hold that woman, hold that
man, love him, hold him, squeeze her, please her, hold, squeeze and
please that person, give 'em all your love, signify your feelings with
every gentle caress, because it's so important to have the special
somebody to hold, kiss, miss, squeeze, and please.

Everybody needs somebody
Everybody needs somebody to love
Someone to love (Someone to love)
Sweetheart to miss (Sweetheart to miss)
Sugar to kiss (Sugar to kiss)
I need you, you, you
I need you, you, you
I need you, you, you in the morning
I need you, you, you when my soul's on fire

LadyMachbet
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lunedì, 07 gennaio 2008, ore 11:32



Arriva l’Epifania e tutte le feste porta via

Ecco, odio quando mia madre, immancabilmente ogni 6 di gennaio, lo dice.

E’ una frase che ha un qualcosa di definitivo e non mi venite a cianciare che le feste poi tornano puntuali dopo un anno perché non è così.
Sono altri Natali, altri Capodanni, altre Epifanie.
Cambiamo noi, cambiano i nostri cari, i nostri desideri, le nostre sensazioni e tutto quello che è stato un anno, quello che ha rappresentato nelle nostre vite, scivola via in silenzio e non ritorna più.
Non conta quanto sia stato scoppiettante e favoloso o una merda continuata, va via e non ritorna.
Come ogni giorno che viviamo.

Però, a parte la sentenza di morte delle festività, la Befana conserva un fascino senza pari. Almeno per me.

Ormai l’ansia dell’attesa la sera del 5 è sfumata da decenni, non spio più le scie degli aerei in cielo convinta che fossero un segno tangibile del passaggio della scopa (oh ero piccola, concedetemi qualche ingenuità) e non mi nascondo più con la testa sotto le coperte ripetendo a me stessa “non devi dormire, non devi dormire” in modo da poter sbirciare l’evento.
La credulità è sparita insieme all’infanzia, ma essere madre mi consente di replicare il sogno e di vederne gli effetti sul faccino dei figli.

Non i grandi, ovvio, quelli ormai sono navigati e non crederebbero alla Befana nemmeno se lei li invitasse a fare un giro sulla scopa. Ma la Strega è piccina ed è stato bellissimo vedere il suo visino imbronciato mentre cercava per la stanza i regali e non li trovava. Ha anche protestato per il carbone nella calza, sottolineando che lei non era stata per nulla cattiva!

In ogni caso anche per me e mio marito la notte del 5 è stata strana e di attesa.
Prima aspettando che quel maledetto usurpatore di gamertag che è il mio primogenito si decidesse a spegnere l’icsbocs (e dai mamma… sono gli ultimi giorni di festa…), poi riempiendo io le calze e mio marito sistemando i giocattoli.
Alla fine non avevamo più sonno e ci siamo ritrovati abbracciati nel letto a parlare fino alle 4 del mattino di milioni di cose (la maggior parte cazzate) e a sognare di trasferirci sulla mitica isoletta deserte senza figli, cioccolatini, calze e giocattoli.

Adesso è ritornata la normalità, lui al lavoro, i ragazzi a scuola e io qua al PC dopo un sacrosanto ripristino di sistema della casa. Peccato non avere un punto di salvataggio come sul computer che permetta di ritornare all’ultima configurazione funzionante e mi è toccato fare tutto manualmente.

Albero smobilitato ieri, decorazioni, luci&lucine in soffitta, candele natalizie e tutto il resto imballate e riposte.

Posso tornare alle consuete occupazioni e riflettere.

Il senso di chiusura definitivo delle festività mi ha comunque fatto capire che era arrivato il momento di sterzare e cambiare direzione. Pensavo, stamattina, di sentirmi un po’ come Oblomov (se n’è parlato ieri pomeriggio con Fra’), delusa da tutto, dal mondo, dalla gente, mi lascio decadere su un divano senza trovare stimoli esterni e ricordando solo i periodi felici. In realtà io non potrei mai essere pigra e decadente come il personaggio di Gončarov e ho analizzato meglio lo stato d’animo, concludendo che la mia condizione sia grosso modo questa: 

"Non provai passione, gelosia, nostalgia. Mi sentivo vuoto, lucido, pulito e limpido come una
pentola d'alluminio.
Stetti ancora un anno in Brasile, ma sentendomi ormai sul piede di partenza. Non vidi più
Agliè, non vidi più gli amici di Amparo, passavo ore lunghissime sulla spiaggia a prendere il
sole.

Facevo volare gli aquiloni, che laggiù sono bellissimi."

(Eco, Il pendolo di Foucault)


Sospesa, lucida e in attesa.

Come un aquilone che sembra immobile nel cielo blu, ma che in realtà galleggia sulle correnti e resiste al soffio del vento.    

A modo mio, ho raggiunto l’equilibrio.

L’unico proposito del momento è impedirmi di mangiare in due giorni l’intera calza ^^

Poi aspetto tempi migliori e si vedrà, ma è preferibile essere senza scopo che averne in mente uno falso che non ci soddisfa.
Almeno, io la penso così.

LadyMachbet
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martedì, 01 gennaio 2008, ore 21:47


Stesso post per entrambi i blog, pubblico e privato oggi coincidono.



Primo giorno dell'anno.
L'oroscopo, in mancanza di altro, mi assegna almeno tanta salute... dopotutto che saremmo noi senza la salute? Il luogo comune vuole che sia la prima cosa.
Paolo Fox, ascoltato pigramente dal letto stamattina, ha dichiarato che noi, nati sotto il segno dell'Acquario, siamo immancabilmente attratti dalle affinità "intellettuali" che abbiamo con i nostri partner, che molto spesso trasformiamo in amore rapporti di amicizia e che questo capita spesso e volentieri con i nati sotto il segno dei Gemelli. Gennaio e febbraio sono i mesi favoriti per l'amore.

A marzo vi farò sapere se è cambiato qualcosa, amici miei dei gemelli (Nic, Rollie) non vi preoccupate.. siete esentati ^^

Mi devo rivolgere altrove, non credo agli oroscopi, ma in tempo di carestia come l'ultimo anno sono propensa a gettare l'occhio in giro in questi due mesi e ad uscire a caccia.
Anche se cacciare mi risulta particolarmente difficile, colpa della mia pigrizia.
Preferisco più che l'amore venga a schiaffeggiarmi buttando giù la porta della mia Torre piuttosto che andarmene io in giro a cercar prede.
E poi sono l'essere meno seduttivo che si possa concepire, non so fare la maliarda, abbassando gli occhioni languidamente, non so provocare, non so irretire... non ho tecniche,  mi dispiace.
Se restate affascinati dal mio spessore intellettuale (lol),  bene... altrimenti temo che morirò sola e sconsolata, in barba a tutti gli oroscopi propizi che possano essere stati stilati per il mio segno.
Non c'è congiunzione astrale che tenga.
Io sono così.

Intanto vi informo che un paio di "buoni" propositi si sono fatti strada nella mente questa notte mentre, semiassonnata e con il cellulare tra le mani, ascoltavo il chiacchierio degli amici riuniti.
Linee guida di condotta, più che reali propositi, ma so di dover cambiare le cose in qualche modo anche se non so come.
Magari si parte con piccoli passi e poi si va avanti solo per non rinnegare quello che si è cominciato, magari davvero, come già è successo una volta, posso imbattermi in qualcosa di bello che mi faccia lasciare dietro le spalle questo 2007 terribile.
E' desiderio di cambiare, è voglia di non dover più rincorrere niente e nessuno, è che sono stanca, stanca e stufa di troppe cose.

Però le stelle sono abituata a gurdarle con l'occhio meravigliato dell'astronomo o con lo spirito del pilota di Viper, come mete da raggiungere e non come portatrici di messaggi o di fortuna, troppo scettica per credere agli oroscopi, troppo incredula per lasciarmi accarezzare dalla speranza.
Perchè ogni cambiamento può partire solo e soltanto da me, l'intervento esterno non è previsto, nemmeno sotto forma di transito planetario di Giove o di Venere che staziona in qualche cazzo di casa.
Ma da ora, mi rimbocco le maniche e ci provo.
LadyMachbet
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domenica, 23 dicembre 2007, ore 20:34

Repubblica.it

ROMA - Sei mesi in "terapia" in un gruppo ultracattolico per curare la sua omosessualità, attraverso un percorso iniziato con l'incontro con un sacerdote e poi con un luminare, Tonino Cantelmi (docente di psicologia all'Università Gregoriana), quindi un test di 600 domande e poi la "terapia riparativa". E' quanto racconta su Liberazione oggi in edicola Davide Varì, il giornalista che si è finto gay per sei mesi per conoscere, scrive nell'articolo, il circuito italiano di "taumaturghi del sesso deviato. Una moda che spopola nel Nord America grazie al lavoro di molti gruppi legati alla Chiesa e che segue l'insegnamento e la pratica di Joseph Nicolosi", uno psicologo clinico che "vanta ben 500 casi di 'gay trattati'".

L'inchiesta del cronista di
Liberazione ha spinto il presidente dell'Arcigay, Aurelio Mancuso, a chiedere l'intervento dell'Ordine nazionale degli Psicologi e del ministro alla Salute, Livia Turco. "Un quadro allarmante" ha detto Mancuso commentando l'articolo, "con figure di primo piano coinvolte nell'applicazione di pseudo terapie di guarigione dall'omosessualità che derivano dalle teorie imbevute di pregiudizi e luoghi comuni di un sedicente terapeuta cattolico americano Joseph Nicolosi".


Mi chiedo come facciano.
Cioè, proprio il metodo dico.

Propedeutica con foto di donne nude, le tette alla prima lezione e poi via via sempre di più?
Teoria guardando film porno con misurazione (con gente preposta munita di righello) del grado di eccitazione?
Esame finale (pratico, ovvio) accoppiandosi con almeno due gnocche?
Attenzione però alla domanda-trabocchetto, perchè se una delle due gnocche un tempo si chiamava Luigi Bianchi e quelle meches bionde sono solo recenti, ma il candidato non l'ha capito, la bocciatura è immediata.

Come si può attestare la normalità?
E spiattellarla poi su un certificato che qualifichi il soggetto come perfettamente rispondente ai requisiti che fanno dell'uomo un vero maschio cattolico da riproduzione.
Perchè il fine della sessualità è solo quello: la riproduzione nel nome del Signore, per generare tanti piccoli, bei cattolicini pronti a donare a loro volta l'otto per mille a Santa Madre Chiesa.

Crescete, moltiplicatevi e donate, donate, donate.
LadyMachbet
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martedì, 18 dicembre 2007, ore 10:54

Chiamate Telefono Azzurro, ormai le pensano tutte per traviare l'infanzia. Abbandonata e non.

Repubblica.it

La messa? Un gioco a punti, più partecipi alla funzione, più vinci. Parola di vescovo. L'iniziativa infatti, è della diocesi di Fabriano-Matelica, ed è rivolta ai chierichetti della parrocchia del San Giuseppe Lavoratore. E' stato proprio il vescovo Giancarlo Vecerrica, a presentare il concorso ai fedeli e ai giovanissimi chierichetti della zona, durante una recente visita. In palio, una gita a Mirabilandia, il parco dei divertimenti di Ravenna. Valore commerciale del premio, circa 100 euro. Il concorso, partito in questi giorni, si concluderà a maggio.

Conquistare la vetta però è impresa ardua, in quanto i punti, stabiliti dal regolamento, cambiano a secondo del tipo di funzione officiata dalla parrocchia. Qualche esempio? La partecipazione alla messa feriale vale un punto; due per quella domenicale; tre per le festività legate alla Madonna; cinque per il Natale; sei per la veglia pasquale; matrimoni e funerali valgono tre punti; le messe del sabato tre punti. Ogni messa in cui è presente il vescovo vale doppio.

Solo i primi due classificati, otterranno l'ingresso gratuito a Mirabilandia. Quelli che invece, si piazzeranno dal terzo al decimo posto, riceveranno un sconto di 50 euro. Dall'undicesimo in poi, solo un buono di 10 euro.



E non è solo il circuire dei bambini innocenti blandendoli con la prospettiva di un premio, ma proprio  l'andare a Messa con la tesserina dei punti come in un supermercato con lo slogan "La Fede(ltà) sarà premiata".
Non un domani in Paradiso, ma ora a Mirabilandia.

Notare anche che più pallose sono le Messe, più aumenta il bonus premio.
Sei, dico sei, punti per la veglia pasquale!

Me nemmeno morta ^^

A questo punto posso anche ipotizzare accese zuffe in sacrestia, sgambetti e colpi bassi per accaparrarsi una cotta da chierichetto e tutto ciò esula sicuramente dalla buona morale cattolica.

Ma la Chiesa ha sempre agito secondo il motto gesuita "Ad maiorem Dei gloriam" e qundi tutto è consentito.

Poveri bambini.

:((


LadyMachbet
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lunedì, 03 dicembre 2007, ore 10:41

Sono certa di attirarmi gli strali di molti, ma a me Benigni che legge Dante non piace.
Inizio in media res, meglio dire le cose subito e poi argomentare.

 
Apprezzo molto la vena comica del buon Roberto, lo considero geniale in moltissimi spunti, adoro il suo punto di vista sulla destra e non mi perderei mai un suo monologo su Berlusconi, ma la sua Lectio Dantis proprio no!

Avvicinare il testo dantesco alla gente è operazione di populismo culturale, è sminuire le sfaccettature dell’opera e proporle frullate al palato della classe media senza alcun lavoro critico, anzi troppo spesso travisandone il senso globale.

Già solo l’accento toscano, assolutamente non mitigato, costituisce una beffa nei confronti della Questione della Lingua.
Si dimentica che lo sforzo di Dante nel produrre opere in volgare era teso essenzialmente a far sorgere un tessuto connettivo linguistico che unificasse il sapere sostituendo il latino ecclesiastico, non a propugnare il dialetto fiorentino come predominante.
Il leggere la Commedia in questo modo, sottolineando i toscanismi, ovvio che ci fosse dovizia di toscanismi nel Volgare, ma non vanno intesi in senso strettamente dialettale, distrugge il De Vulgari Eloquentia e sminuisce Dante nella sua funzione di Padre della Lingua.

E’ questo è solo il principio, se entriamo nel merito del Canto V dell’Inferno troviamo Dante empaticamente coinvolto nella vicenda umana di Paolo e Francesca, ma la condanna etica dell’adulterio e dell’amore inteso come passione corporale resta severa e la collocazione degli amanti in uno dei primi cerchi dell’Inferno non va intesa come indulgenza del poeta nei confronti di chi abbia peccato per amore, ma semplicemente non indigna Dante quanto la tematica politica che resta preponderante nell’Opera e che attira su di sé ogni ira del poeta.

Trasformare Dante in paladino dell’amore corporale verso una donna, far diventare la stessa  Madonna  icona di un femminino sensuale (la Mistica Rosa non è assolutamente quella cosa là ^^) è travisare completamente la poetica della Commedia in presenza di un pubblico che spesso non ha gli strumenti critici adeguati per arginare la massa di informazioni errate che gli arrivano alle orecchie.

Come l’affermare, ad esempio, che Tommaso d’Aquino, con la sua Summa Theologica, sia stato l’inventore della filosofia dimenticando del tutto che l’ispiratore di Tommaso sia un greco, vissuto svariati anni prima, e rispondente al nome di Aristotele.

La Cultura omogeneizzata e servita in questo modo non fa affatto un favore alla “gente semplice”, non si tratta di snobismo intellettualistico, ma di consapevolezza che l’amore per il sapere si mostra gradatamente con l’approccio in prima persona alle opere, integrandone la lettura con saggi critici, inserendole nel giusto contesto storico-politico-geografico, sfogliandone con rispetto lo stesso testo.

Conoscere Dante in maniera errata non aiuta, anzi peggiora le cose.

Avere un’idea approssimativa al massimo può far nascere la voglia di approfondimento, può essere un punto di partenza, ma mai nessuno dovrebbe ritenere di aver imparato qualcosa ascoltando il Dante di Benigni.

Sarebbe come affermare di conoscere Guerra e Pace per aver visto la fiction televisiva o di comprendere l’Iliade all’uscita dal cinema dopo la visione di Troy.

E’ esattamente la stessa, identica cosa.
E non mi venite a dire che la Cultura costa!
Non è affatto vero.

Sono trascorsi da secoli i tempi di amanuensi ed incunaboli, oggi i testi si trovano in edizioni economiche accessibili a tutte le tasche, è che troppo spesso manca la voglia di avvicinarsi alla cultura.

Si ritiene sia preferibile impiegare il tempo degli spostamenti in autobus o in treno (è solo un esempio, ovvio) magari utilizzando un costoso Ipod per ascoltare Gigi D’Alessio (burp) piuttosto che spendere pochi euro per un libro da leggere.
E la scusa è sempre la stessa: nel mio tempo libero io voglio distrarmi e non pensare.

Come se il pensare o il leggere siano eventi dannosi per la psiche umana, capaci di trasformaci in mostri cerebrali che atterriscono il prossimo.

Chi ha davvero voglia di conoscere Dante si rivolgesse a lui in persona, cominci a tenere tra le mani il testo, lo legga, si faccia un’idea propria e poi vada anche ad ascoltare lo spettacolo di Benigni, ma prenda con beneficio d’inventario ogni cosa che gli viene detta e mai e poi mai faccia di quello fonte di Verità.
Perché un conto è divertirsi e strappare qualche risata prendendo per culo Silviolo, un altro è fare cultura.
 

                                                     


LadyMachbet
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categoria : pensieri, letteratura

martedì, 27 novembre 2007, ore 21:03



Tra i molteplici usi del blog (sfogatoio, ricettacolo di considerazioni serie o amene, cazzeggio, recipiente per incazzature) aggiungiamo anche, e volentieri, sottolineo, la funzione di mezzo pubblicitario.
Per gli amici si può fare senza sentirsi una succursale di Mediaset o un Mastrota qualsiasi che vende materassi e poltrone.

Ecco quindi che in questi giorni convulsi e caotici prende vita TooHotStuff, sexy shop online progettato, ideato e impiantato da una mia cara amica.
L'ho già detto in un post di qualche giorni fa: il sesso tira (e risparmiatemi l'ovvio doppio senso^^).

Economicamente e culturalmente.

Essendoci evoluti da un bel pezzo, perde di valore l'istinto primitivo dell'accoppiamento necessario alla riproduzione della specie e si ricerca molto più assiduamente un piacere elaborato per fare in modo che tra le lenzuola, ma anche appesi al soffito, da come ho potuto vedere in questo ultimo periodo navigando un po' (ebbene si, mi sto facendo una cultura^^), ci sia fantasia e voglia di trasgredire.
Niente falsi perbenismi o moralismi, ma solo ed esclusivamente libertà tra adulti consensenzienti.

Io sono disposta a provare e sperimentare, anzi qualche oggettino carino già mi ispira un paio di idee (è troppo bella la biancheria intima da mangiare...  io amo la lingerie alla follia e la possibilità di farla "assaggiare" al mio partner mi tenta parecchio) e sicuramente presto partirà il mio primo ordine.

Per le altre cose, niente catene, fruste e manette... non sono il mio genere, mi consulterò con il marito (in questo momento c'è penuria di amanti^^) e vedrò di convincerlo ad azzardare un po'.

Certo non mi travestirò mai da infermiera sexy e nemmeno indosserò un completino da ballerina di lap dance (non c'ho manco il fisico, eh^^) ma si può e si deve osare.
E non per spezzare la monotonia, quando si sta bene con una persona non è necessario, ma semplicemente per rendere il tutto più gioioso e intrigante.

Quindi, fedeli lettori, fatevi un giro su TooHotStuff, leggete  il blog collegato (che ora vado ad inserire anche tra i miei link a lato)  e soprattutto divertitevi con i vostri compagni  perchè il sesso è davvero una delle cose migliori che la vita ci regala.


LadyMachbet
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categoria : pensieri, annunci

lunedì, 26 novembre 2007, ore 11:28

Episodio numero otto di Greg House (quarta stagione, non vi spoilero, tranquilli... un poco... promesso, giusto un poco), il conflitto è tra il sapere e il non sapere.



Riflessione su due piani:
1) il non sapere è magico, apre le porte alla meraviglia e consente alla gente di credere a qualcosa "oltre il mondo" pur avendo la perfetta consapevolezza di essere in presenza di un trucco (il paziente è un mago). Di riflesso il non sapere conduce allo stupore e al restare incantati davanti alle cose con l'innocenza tipica dei bambini.

2) il non sapere è la via verso la speranza. Non conoscere cosa ci riservi il futuro da la possibilità di tenere aperte più porte e di non arrendersi allo sconforto degli esiti negativi.

C'è anche una terza considerazione da fare, nell'episodio serpeggia appena appena accennata, ma comunque resta uno dei temi presenti in House: il prendere atto, dolorosamente, che il sapere o non il sapere in ogni caso non cambia la realtà.

Personalmente ho sempre legato la mia ansia di conoscenza, in generale, al potere e al controllo. Più cose sai, più e meglio riesci a gestire le situazioni che ti si presentano. Anzi, il non sapere mi ha sempre provocato angoscia.
Preferisco in ogni momento chiudere definitivamente le porte sotto i colpi della conoscenza, piuttosto che agitarmi inquieta nel mare delle possibilità.
Di fatto le possibilità sono solo irreali, perchè sempre è solo una resta la via da seguire.
Tutto il nostro elucubrare non è altro che illusione di speranza (la speranza non esiste, è solo il modo umano di autoingannarsi), illusione di poter posticipare inevitabilmente l'attimo della consapevolezza delle cose.

Pur non contestando affatto la scelta di chi preferisce non sapere e continuare a vivere, lo ritengo comunque simile al gesto dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia e questo ci porta direttamente al terzo aspetto: sai o non sai, la realtà quella è.
E non cambia, mai.

Detto ciò, vi lascio con una riflessione pienamente consapevole:

Greg House è l'uomo della mia vita ^^

(perdonate la cazzata finale, ma lui è troppo hot :D)

LadyMachbet
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categoria : pensieri, tv

mercoledì, 07 novembre 2007, ore 10:55

Sarebbe scontato scrivere un post di commiato per Enzo Biagi, fiumi di inchiostro sono stati versati e quello che potrei dire, dal mio punto di vista, non potrebbe aggiungere nulla di più.
Fa riflettere però l'impoverimento progressivo della cultura globale mano a mano che i titani vengono a cadere.
E non parlo solo di Biagi o del mondo letterario/giornalistico, ma intendo una stuazione generale dove non c'è ricambio alla morte dei grandi vecchi.
Cinema, spettacolo, sport.
Per un
Liedholm che se ne va ci resta un Mancini, uno Spalletti (par condicio, eh), muore un Mastroianni o un Sordi e il cinema italiano passa nelle mani di Accorsi.
Ma anche a livello internazionale, dopo la generazione di mostri sacri che invecchia irrimediabilmente, le nuove leve sono indiscutibilmente non all'altezza.
O sarà sempre questione di contemporaneità e distanza storica, magari l'autorevolezza del capello argentato, ma, e faccio solo un esempio,  trovate in giro un degno erede di
Jack Nicholson? IO sinceramente no.
Ritornando in tema strettamente giornalistico, va Biagi e siamo costretti a tenerci Feltri, Belpietro, Giordano.
Io non mi immagino a considerare autorevole Feltri nemmeno se raggiungesse la veneranda età di Matusalemme, è davvero questione di stile e non c'è nulla da fare per sopperire alla mancanza.
Si archivia soltanto un'altra pagina di storia scritta e si resta in attesa del prossimo coccodrillo da leggere, dire che se ne vanno sempre i migliori sarebbe scontato. La questione reale è che dei migliori si sente la mancanza anche a distanza di secoli, della dipartita dei peggiori, invece, si può soltanto esultare per un momento transitorio prima di essere riassorbiti dalle questioni principali della nostra esistenza.
So farewell, Enzo e se dall'altra parte ci dovesse essere Dio, intervistalo a tuo modo e mandaci un fax con le risposte... se puoi.

LadyMachbet
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categoria : pensieri

lunedì, 05 novembre 2007, ore 15:34





Credo che, anche senza doppiaggio, il senso di questa scena tratta da Schindler's List sia chiaro a tutti.

La lucidità del discorso di Goeth prima di dare il via alla liquidazione del ghetto di Varsavia è impressionante e ci rende la misura esatta di come sia facile per un popolo soffocarne un altro.
Questo è solo uno spunto, lungi da me l'idea di paragonare le nostre forze dell'ordine alle SS di Goeth e i campi ROM al ghetto di Varsavia, altri tempi e altra storia, però il nocciolo del discorso di Amon resta fisso e travalica i tempi.

E' l'idea che un popolo in massa sia empio e meriti il massacro.

Diamo per assunto che ogni rumeno responsabile di aggressioni, stupri, rapine, omicidi e violenze in genere debba essere incarcerato e perseguito, diamo anche per pacifico che tutti quelli che in qualche modo cooperino o collaborino a questi atti debbano essere a loro volta incarcerati e perseguiti, ma la rappresaglia contro i campi nomadi in toto è e resta sempre e solo quello che è: una rappresaglia appunto.

Quei campi sono sempre esistiti: sotto gli occhi di tutti, senza controllo alcuno, senza rispetto per le norme igieniche e santarie, senza che nessuno prendesse provvedimenti.
Almeno fino a quando non accade il fatto di cronaca.
Allora, a quel punto, si interviene e si fa pulizia.

Sacrosanta?
Non saprei.

Anche la donna che ha denunciato il fatto e chiesto aiuto proveniva da quello stesso campo.
In questo modo, se in futuro si ripeteranno atti di violenza, si può stare ben certi che nessuno più interverrà a denunciare mettendo a rischio la propria "casa".

Prendere tutti questi immigrati e rispedirli al mittente è un'azione priva di senso perchè una volta rimpatriati faranno in modo di ritornare se hanno problemi con la loro giustizia, ma, anche se trattenuti questi, altri prenderanno il loro posto con identiche problematiche.
Senza contare tutti coloro che si sono dati alla macchia prima che cominciassero le liquidazioni dei campi e svaniti nel nulla in giro per l'Italia.
Su quelli, almeno fino al prossimo crimine, sarà complicato mettere le mani.

Però, l'importante per il nostro governo è aver dato l'impressione di avere polso fermo e pugno di ferro nel gestire la questione, senza curarsi di avallare in questo modo anche tutti gli atti di vendetta privata nei confronti di extracomunitari che ne dovessero conseguire (vedi l'assalto ai danni di cittadini rumeni la sera stessa di sabato a Roma).

Nell'ansia di esportare democrazia e civiltà con le bombe si dimentica che il miglior modo per contenere i flussi migratori non è alzare muri e barriere lungo le frontiere, nel caso dell'Italia operazione alquanto difficoltosa vista la natura stessa del nostro territorio, ma piuttosto aiutare lo sviluppo interno dei paesi a rischio senza sfruttarli o svilirli, senza imporre loro la la nostra cultura dominante, ma tentando di valorizzare la loro.
Inoltre, nel caso specifico del popolo rumeno è bene tenere a mente che Dracula resta pur sempre solo e soltanto una leggenda.








LadyMachbet
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categoria : pensieri, incazzature, poltica