lunedì, 28 gennaio 2008, ore 22:26

In questi giorni sto pensando spesso al significato del "suffragio universale", alle lotte che hanno accompagnato il riconoscimento del diritto di voto a tutti i ceti sociali e alle donne, ai cortei, agli scioperi, ai morti che hanno reso possibile che nel chiuso di una cabina elettorale con un semplice foglio e una matita il cittadino comune potesse esprimere la propria volontà e scegliere altri uomini a rappresentarlo.

A queste immagini di alti ideali si sovrappongono però i volti di Casini, Mastella, Veltroni, Fini, Silviolo... e mi rendo conto di quanto profonda sia la frattura tra pensiero e realtà.

Sono costretta anche ad ascoltare dichiarazioni sconcertanti.

Ad esempio la sinistra che afferma quanto sia necessario resistere almeno il tempo per modificare la legge elettorale perchè non è possibile andare al voto in queste condizioni.
Ma non potevano pensarci prima?
Evidentemente no.

Poi vedo Silviolo ripetere ai suoi in adorazione che finalmente dopo dura lotta la destra è riuscita a mandare a casa questo governo.
Ma è stato Silviolo con la sua strenua opposizione a provocare la crisi?
A voi risulta questo?

A questo punto non so davvero cosa pensare.

E torno con la mente alla scheda elettorale e alla matita e sogno, con un senso di impotenza indescrivibile, l'astensionismo di massa.
Proprio io che ho sempre ritenuto il diritto al voto uno dei cardini della moderna società civile, adesso penso che l'unica risposta a tutto questo schifo sia negare l'assenso ad un sistema che non ci rappresenta in nessun modo.

Sarebbe bello invece avere una politica non clientelare, dove il voto di scambio non sia consentito, dove ad un politico non sia permesso candidarsi in circoscrizioni casalinghe e blindate.
Sarebbe anche utile
conoscere in anticipo, in campagna elettorare insieme al programma, la composizione del team di ministri così da poter valutare e decidere.
Perchè se io mi trovo un ladro alla Giustizia, un analfabeta all'Istruzione o un leghista alle Riforme Costituzionali posso scegliere prima di non votarli.

Sarebbe bello, in un mondo ideale... non è possibile in Italia.
LadyMachbet
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venerdì, 25 gennaio 2008, ore 09:22

L'ho sempre detto: la miglior forma di governo è la dittatura illuminata.
Prendi un "tiranno coscienzioso" che abbia a cura anche le sorti del suo popolo e lascialo libero di governare il paese (o anche l'universo intero se ne ha la forza) operando riforme strutturali e agendo nell'interesse di tutti, anche del proprio, ovviamente.

Noi, invece, abbiamo coalizioni e governi di larghe intese.

Abbiamo un partito (i cui vertici sono inquisiti, ma è sicuramente un complotto dei magistrati rossi. Rossi? Forse neri, perche a pensarci bene il favore l'hanno fatto alla destra) che numeralmente è composto da 4 gatti ma dispone delle nostre sorti politiche grazie ad una legge elettorale che si sarebbe dovuta cambiare subito dopo il voto, ma che è ancora qua bella viva e pimpante. Come quella sul conflitto d'interessi.

Abbiamo Mastella che fa l'offeso.

(Lo riscrivo, certe cose vanno ribadite)

Abbiamo Mastella che fa l'offeso.

Abbiamo Mastella che fa l'offeso.

Avete presente Mastella, vero?
Chi è, com'è, cosa fa... sono cose che si sanno talmente bene che la magistratura non ha fatto altro che confermare le opinioni della stragrande maggioranza degli italiani.
Nessuno, suvvia, è rimasto sorpreso.
Tutti hanno pensato che alla fine l'avevano beccato con le mani nel sacco!

Eppure... abbiamo Mastella che fa l'offeso.

E abbiamo anche Silviolo orgoglioso di annunciare che adesso l'UDEUR sta con la Casa delle Libertà.

Ora, o sono pazza io (probabile) o davvero non c'è ritegno.
Io mi vergognerei anche di prendere un caffè nello stesso bar frequentato da esponenti dell'UDEUR, come potrei stringere alleanze politiche per risollevare l'Italia?

Eppure Silviolo li vuole!

Tutto questo in un paese in cui la maggioranza degli italiani (il 68% secondo Anno Zero ieri sera) ha considerato l'applauso di sostegno a Mastella in Parlamento come un'offesa verso la magistratura.

Tiremm innanz! (cit scolastica, se non sapete di chi, c'è sempre San Google)

Abbiamo senatori (senatori AKA saggezza in teoria) che stappano spumante in aula.

Abbiamo il Tapiro di Striscia con Staffelli che aspetta Prodi all'uscita.

Cioè, ci rendiamo conto?

La politica è cosa seria, la politica decide della miseria o della richezza delle persone, del lavoro dei giovani, della sanità di gente che soffre, decide del futuro!

Noi abbiamo il Tapiro.

Perchè per noi è burletta, è tutto smitizzato.
E non si tratta di avere una falsa sacralità dei valori, non è vero che tutto può essere dissacrato.
Non si tratta di giudicare i politici intoccabili, ma di comprendere che ad ogni crisi di governo si spende denaro pubblico che non c'è e si aggravano le nostre condizioni.

Ora l'alternativa è tra governo tecnico delle larghe intese o elezioni anticipate.

Ma per risolvere cosa?

Per sostituire Prodi con Veltroni che ha alle spalle la stessa coalizione matta e disperatissima?
Per riavere Silviolo?
Per rianimare con l'ossigeno i senatori a vita ad ogni votazione?

Ma stiamo scherzando?

Arm and load all nuclear weapons!

(magari quando sono in seduta congiunta e si fa prima)







LadyMachbet
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martedì, 08 gennaio 2008, ore 22:36

Sarebbe facile parlare dell'emergenza "munnezza" che attanaglia Napoli e provincia, talmente facile che non mi va di farlo.
Non avrei nulla di originale da dire, i cumuli di rifiuti li avete visti in TV,  ci ha anche pascolato allegramente il buon Vespa e sinceramente mi vergogno dello spettacolo indecoroso che stiamo dando.
Quindi mi turo il naso e glisso.
Non vi descrivo lo stato pietoso delle strade che ogni mattina sono costretta a percorrere, non perdo nemmeno un momento a richiamare l'attenzione sul fetore pestilenziale che ne esala.
Non ho soluzioni o proposte utili.
Cosa dovrei raccontarvi?
Che la campana per la raccolta differenziata più vicina a casa mia si trova a quasi 3 Km?
Pensereste che la mia amena cittadina sia lontana anni luce dalla civiltà.
E avreste pure ragione.

Bah.
LadyMachbet
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venerdì, 04 gennaio 2008, ore 15:39

"Proposte concrete
Nell’attesa, a dare corpo e prospettive concrete alla moratoria provvedono altri. Il presidente Udc Rocco Buttiglione è stato ieri il più operativo, rendendo pubblica una sua idea su “alcune cose concretamente fattibili”. Cinque punti da sottoporre al Parlamento, tra i quali: “Che venga interdetto l’aborto dopo la ventesima settimana”; “che i feti abortiti sulla base di diagnosi prenatali che denunciano gravi malformazioni vengano sottoposti ad autopsia”; “che le donne siano informate in modo adeguato sulle effettive possibilità di riabilitazione e recupero dei bambini affetti da malattie congenite”. “Io credo che su questa base possano unirsi persone che trent’anni fa militarono su fronti opposti ma che sentono l’esigenza comune di non banalizzare l’aborto e di difendere la vita”, dice Buttiglione. Gli si affianca idealmente Pier Ferdinando Casini, con una dichiarazione di netto apprezzamento alla campagna della moratoria e delle posizioni espresse da Camillo Ruini: “Credo che il cardinale abbia espresso delle idee molto importanti e assai condivisibili”, ha detto, definendo quella per la moratoria “una battaglia di altissimo valore morale”, da non “immiserire”.
Si apre anche il fronte internazionale. Il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio per la Giustizia e la pace, è tornato ad accostare la moratoria per l’aborto a quella sulla pena di morte. La partita vinta all’Onu sulla pena di morte, ha detto all’Osservatore Romano, “non può restare isolata perché la gente nel mondo continua a morire”. Significativamente Martino ha indicato quelle situazioni in cui la vittima “è innocente al punto da non essere ancora nata”. E ha aggiunto: “Ci aspettiamo altre battaglie a favore della vita su tutti i fronti”.
Guarda significativamente all’estero anche Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori. E’ a Barcellona, per un incontro (“ma ancora a livello informale”, precisa) tra rappresentanti di varie organizzazioni cristiane europee – Spagna, Italia, Germania, Belgio – che sono state protagoniste del Family day italiano, di quello recente spagnolo e di altre iniziative simili in programma qua e là per l’Europa. “La moratoria è una grande iniziativa, ma dobbiamo togliere il dibattito dal solo contesto italiano. Dobbiamo fare in modo che il tema della moratoria entri nell’agenda pubblica internazionale e nel dibattito politico europeo”, spiega Costalli. L’incontro di questi giorni a Barcellona dovrebbe servire appunto per iniziare a discutere di questa prospettiva. Anche in vista delle elezioni per il Parlamento europeo del 2009: “Questo sarà anno di campagna elettorale, noi lavoriamo perché i partiti europei discutano la proposta della moratoria e tutti i temi legati alla vita e alla famiglia”.
Non chiede di meglio la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, in una sua nota diffusa ieri: “In ogni occasione don Oreste Benzi non mancava di ricordare che ‘l’aborto è un omicidio premeditato con l’aggravante che la vittima non può difendersi’ e che ‘a ogni donna deve essere riconosciuto il diritto di non abortire’”."


Il Foglio
(sic)


Punti di vista, siamo democratici. Hanno tutto il diritto di esprimere il loro parere.
Non possono, però, travisare le cose.

Ogni donna ha già il diritto di non abortire, ogni donna può scegliere.

E fa ridere vedere come la Chiesa, dopo aver boicottato i referendum sulle indagini prenatali, adesso proclami a gran voce quanto l'aborto sia evitabile grazie ai nuovi metodi di diagnosi in utero!

Per favore, lasciamo dove sono i diritti acquisiti con dure lotte.
La Storia non può mai tornare indietro.





LadyMachbet
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mercoledì, 21 novembre 2007, ore 22:30

QUESTO!

Come un qualsiasi OC!
Come i Pokemon!
Come Elisa di Rivombrosa!

Non esiste, Gregory House non lo meritava...
Trattato alla stregua di un personaggio da mediocre fiction.
Non bastava lo speciale di Matrix qualche settimana fa dove conduttore, giornalisti ed ospiti hanno fatto di tutto per abbassare il livello della serie così da riportarla entro canoni maneggiabili dallo spettatore medio di Canale5 sempre più abituato alle caricature di sentimenti ed emozioni propinate quotidianamente dal Defilippismo imperante.
Come si può prendere uno show fatto bene, con personaggi dalle caratterizzazioni profonde e tematiche capaci di toccare a più livelli aspetti della società contemporanea che troppo spesso vengono ignorati e trasformarlo in un prodotto pari ad una soap opera?

Guardate come soffre...

Non è giusto!

LadyMachbet
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mercoledì, 14 novembre 2007, ore 22:06



La Padania Online:

Brüghée - Aperto da fine ottobre, anche se l’inaugurazione ufficiale è prevista per domenica prossima, il “Caffè Padano” di Brugherio fa già parlare di sè in tutta la Brianza. Il locale mostra orgogliosamente la sua insegna verde nella centrale via Sciviero n. 15 e attira decine di clienti al giorno. Ci dice la signora Alfea, uno dei gestori: «È un continuo via vai di militanti, cittadini e anche semplici curiosi. Entrano magari con la scusa di un caffè e poi ne approfittano per chiedere informazioni sulla Lega Nord e sulle sue iniziative politiche per la città e i comuni vicini. C’è stato qualcuno che ha protestato, scrivendo ai giornali locali e lamentandosi che il nostro bar sorge proprio di fianco a un altro esercizio. Ma dimenticano che, prima di rinascere lo scorso ottobre come bar padano, questo locale esisteva da 40 anni, ben prima dell’altro».
Il suo collega, il signor Claudio, aggiunge: «Arrivano facce nuove, ma anche molti leghisti di vecchia data da Monza, Concorezzo e altri paesi. Qui si trovano come a casa, c’è sempre una copia della Padania sui tavoli, i nostri storici manifesti alle pareti e perfino dei libri da consultare. In più, grazie a favorevoli condizioni dei nostri fornitori, offriamo il caffè a soli 75 centesimi la tazzina e stiamo mettendo a punto un aperitivo padano a base di prodotti tipici, servito dopo le ore 18».




Ok, lo ammetto. Sono incazzata da un po' di giorni e nemmeno poco.
(Fatti miei e fatti pubblici)
Però, davvero, mi sembra di vivere in un paese di cerebrolesi.

In un mondo globale con comunicazioni immediate, dovrebbe essere sacrosanto lo scambio tra popoli e culture.
(Scambio paritario, non esportazione di democrazia. Intendiamoci)
Non penalizzando la propria, certo. Preservando la genuinità dei prodotti locali, delle tradizioni, dell'identità nazionale.

Invece, l'istinto primario dell'uomo è alzare barriere, di ogni tipo: fede, politica, razza, classe sociale, tifo sportivo.

Ed ecco che abbiamo risse autostradali per futilissimi motivi sedate da poliziotti che tutelano l'ordine pubblico maneggiando armi come Ben Wade ( 3:10 to Yuma, bel film anche se remake... ve lo consiglio), teppisti bipartisan (Lazio e Roma mai viste tanto unite) che devastano quartieri, TV e giornali che strumentalizzano le notizie secondo la propria convenienza (mi sto ancora chiedendo cosa c'entri il tifo calcistico) e infine, ciliegina sulla torta dopo questa ricca tre giorni di incazzature, leggendo La Repubblica online mi trovo davanti le foto del Caffè Padano.

Ma dico, ci rendiamo conto?


A quando i cartelli: "Vietato l'ingresso ai cani e agli ebrei"?
LadyMachbet
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lunedì, 05 novembre 2007, ore 15:34





Credo che, anche senza doppiaggio, il senso di questa scena tratta da Schindler's List sia chiaro a tutti.

La lucidità del discorso di Goeth prima di dare il via alla liquidazione del ghetto di Varsavia è impressionante e ci rende la misura esatta di come sia facile per un popolo soffocarne un altro.
Questo è solo uno spunto, lungi da me l'idea di paragonare le nostre forze dell'ordine alle SS di Goeth e i campi ROM al ghetto di Varsavia, altri tempi e altra storia, però il nocciolo del discorso di Amon resta fisso e travalica i tempi.

E' l'idea che un popolo in massa sia empio e meriti il massacro.

Diamo per assunto che ogni rumeno responsabile di aggressioni, stupri, rapine, omicidi e violenze in genere debba essere incarcerato e perseguito, diamo anche per pacifico che tutti quelli che in qualche modo cooperino o collaborino a questi atti debbano essere a loro volta incarcerati e perseguiti, ma la rappresaglia contro i campi nomadi in toto è e resta sempre e solo quello che è: una rappresaglia appunto.

Quei campi sono sempre esistiti: sotto gli occhi di tutti, senza controllo alcuno, senza rispetto per le norme igieniche e santarie, senza che nessuno prendesse provvedimenti.
Almeno fino a quando non accade il fatto di cronaca.
Allora, a quel punto, si interviene e si fa pulizia.

Sacrosanta?
Non saprei.

Anche la donna che ha denunciato il fatto e chiesto aiuto proveniva da quello stesso campo.
In questo modo, se in futuro si ripeteranno atti di violenza, si può stare ben certi che nessuno più interverrà a denunciare mettendo a rischio la propria "casa".

Prendere tutti questi immigrati e rispedirli al mittente è un'azione priva di senso perchè una volta rimpatriati faranno in modo di ritornare se hanno problemi con la loro giustizia, ma, anche se trattenuti questi, altri prenderanno il loro posto con identiche problematiche.
Senza contare tutti coloro che si sono dati alla macchia prima che cominciassero le liquidazioni dei campi e svaniti nel nulla in giro per l'Italia.
Su quelli, almeno fino al prossimo crimine, sarà complicato mettere le mani.

Però, l'importante per il nostro governo è aver dato l'impressione di avere polso fermo e pugno di ferro nel gestire la questione, senza curarsi di avallare in questo modo anche tutti gli atti di vendetta privata nei confronti di extracomunitari che ne dovessero conseguire (vedi l'assalto ai danni di cittadini rumeni la sera stessa di sabato a Roma).

Nell'ansia di esportare democrazia e civiltà con le bombe si dimentica che il miglior modo per contenere i flussi migratori non è alzare muri e barriere lungo le frontiere, nel caso dell'Italia operazione alquanto difficoltosa vista la natura stessa del nostro territorio, ma piuttosto aiutare lo sviluppo interno dei paesi a rischio senza sfruttarli o svilirli, senza imporre loro la la nostra cultura dominante, ma tentando di valorizzare la loro.
Inoltre, nel caso specifico del popolo rumeno è bene tenere a mente che Dracula resta pur sempre solo e soltanto una leggenda.








LadyMachbet
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martedì, 30 ottobre 2007, ore 10:00



I do not
Understand
What it is
I've done wrong

Full of holes
Check the pulse
Blink your eyes
One for yes
Two for no


I have no idea what I am talking about
I'm trapped in this body and can't get out

Ooooohhhh

Make a sound
Move back home
Get an invitation
With the edges
Sawn off

I have no idea what you are talking about
I'm trapped in this body and can't get out

Ooooohhhh

Has the light gone out for you?
Cause the light's gone for me

It is the 21st century
It is the 21st century
You can fight it like a dog
And they brought me to my knees
They got scared and they put me in
They got scared and they put me in
All the lies run around my face
All the lies run around my face

And for anyone else to see
And for anyone else to see

I'm alive

I've seen it coming
LadyMachbet
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venerdì, 26 ottobre 2007, ore 13:09

Prodi sì, Prodi no, Prodi forse.

Decidetevi.

I senatori a vita hanno un'età avanzata e non possiamo rischiare che muoiano in aula lasciando il governo in minoranza.
E' anche vero che morto un senatore a vita se ne fa subito un altro e che se il Presidente della Repubblica si guardasse intorno per le nuove nomine, tra intellettuali e pensatori troverebbe molta più gente schierata a sinistra che non a destra (riflettendo... esistono pensatori ed intellettuali validi a destra?), ma, in queste condizioni, si corre il serio rischio di vedere installato sulla poltrona Mike Bongiorno.
Amabile persona, per carità, soprattutto nei suoi duetti con Fiorello, ma si tratterebbe, quasi certamente, ogni volta di un voto a favore di Silviolo e, nelle condizioni precarie in cui versa Romano, non sarebbe davvero il caso.

La tristezza è che in questo modo non è possibile governare e tanto meno fare le riforme necessarie.
E' una lotta per la sopravvivenza dell'esecutivo fine a se stessa che reca nel suo seno l'inevitabile consolidamento delle formazioni politiche minori.
Ogni seggio diventa prezioso e viene mercanteggiato senza ritegno.
Silviolo ha anche rassicurato gli eventuali senatori transfughi offrendo loro, nella prossima e spera lui imminente legislatura, un posto sicuro nelle liste di Forza Italia al grido di:"Lasciate che gli indecisi vengano a me!" di biblica memoria.
E si organizzano allora cordate di indecisi, trasumanze di senatori più degne di un pascolo alpino che delle  austere sale di Palazzo Madama.
Per restare in tema evangelico, è uno scenario raccapricciante quasi quanto vedere i mercanti nel Tempio di Gerusalemme intenti ai loro lucrosi affari, ma non abbiamo nessun Gesù capace di scaraventarli fuori a calci in c... nel sedere, sorry.

Basta, vado a guardare un TG qualsiasi per aggiornarmi sulla situazione Di Pietro/Mastella.

Almeno durante l'affaire Al Bano/Lecciso, la generosa Loredana mostrava le tette ^^
LadyMachbet
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martedì, 23 ottobre 2007, ore 09:51

"Attapirato" (sic) entra nel gergo politico vista la definizione che il buon clemente (cl=d) Mastella ha dato del suo collega di governo Antonio Di Pietro. 
Senza riassumere nulla su Why Not e De Magistris perchè  sono sicura che ormai anche i sassi ne sono al corrente, faccio presente che sto scrivendo questo post mentre guardo Omnibus su La7, ospiti  il già citato ministro delle infrastrutture Di Pietro, l'ex guardiasigilli Castelli e uno strano senatore dell'UDEUR

(vi metto la foto, ma in televisione l'idea di stranezza è resa molto meglio
che risponde al nome di  Mauro Fabris.
Strano perchè ha un visetto tutto tirato come se fosse appena reduce da un lifting, una boccuccia lucida da giovinetta, occhietti luccicanti e una vocina cortese nei toni, ma fastidiosissima nel complesso.
La questione dal Why Not si è spostata, ad un certo punto, sulla visione personale di Di Pietro riguardo la giustizia, Fabris (lol, rido solo a visualizzarlo ormai) ha sostenuto che in un paese normale e democratico (Italia?) un giustizialista come Di Pietro è inviso a tutti, destra e sinistra!

Ma che bella faccia tosta (lol again, il lifting lo rende immobile come il marmo^^)!

Con questa frase ha immediatamente avallato l'ipotesi, sostenuta dal buon Antonio, che lo stop a De Magistris sia stato imposto da tutti i politici coinvolti nell'inchiesta per affossare ogni cosa.
E non vale nemmeno sostenere che clemente (cl=d) abbia agito prima di essere indagato.

Grazie al cazzo (perdonate il francese^^)... vedi che indagano su questo e su quello, sai benissimo che non è oggi, non è domani, ma prima o poi a casa tua vengono a bussare!

Non c'è bisogno di essere un'aquila d'intelligenza per arrivarci.

Anche l'altra argomentazione contro il giustizialismo del povero Di Pietro, devo essere sincera, era  orchestrata  bene quanto la precedente:  "Tu, caro Antonio, non intervieni su scuola, società, famiglia e ti interessi solo della giustizia!"

E grazie al cazzo e due (scusate il francese, again^^), che faceva prima di scendere in campo politico il "caro Antonio"?

IL MAGISTRATO!!

Quello faceva il magistrato!

Di cosa volete che si interessi?
Di educazione presso le Orsoline o della validità del metodo Montessori?

E Fabris dovrebbe ricordare che il "caro Antonio" in politica lo hanno voluto gli stessi politici nella speranza che, una volta saltato il fosso e passato dall'altra parte, calmasse la propria smania giustizialista per dedicarsi come tutti quanti loro al bene pubblico (si, certo... pubblico^^ crediamoci).

E mentre i ministri allegramente litigano, Silviolo scende in piazza.
Feltri, in prima pagina, annuncia:

 

Io rispondo... why not?

Non mi interessa, non è il governo che fa per me.

Il problema è la sollevazione popolare promossa dal Cavaliere per il 17 e 18 novembre: gazebo, chioschi, volantini, striscioni,pulman organizzati, pane&companatico, ricchi premi e cotillons nelle maggiori piazze d'Italia per far sentire la voce del popolo contrario a questa sinistra dannosa per il paese.

Io ricordo, ma forse ricordo male, che all'indomani di una delle grandi manifestazioni sindacali contro uno dei suoi governi, Silviolo affermò che anche in presenza di 10 milioni di manifestanti in piazza, lui sarebbe andato avanti per la sua strada perchè era stato eletto dalla maggioranza degli italiani.

Adesso, sarà anche una maggioranza esigua quella di Prodi, ma il discorso di Silviolo regge ancora.
Anche perchè se fosse il popolo in piazza a decidere la caduta di un governo e l'avvento di un altro, questo implicherebbe una rivoluzione e gli italiani con i loro telefonini, isolette dei famosi e amici di mariadefilippi non mi sembrano tanto ansiosi di rivoltarsi.

Inoltre, una manifestazione a largo consenso popolare, ma orchestrata e organizzata dall'alto (vogliamo ricordare la Marcia su Roma?) non rappresenta nemmeno una rivolta, ma un vero e proprio golpe e anche se l'Italia è in forte crisi economica, non mi pare ancora equiparabile ad un paese centro o sud americano.

Quindi, scendete pure in piazza, fate tutto il casino che volete, distribute anche banconote da 50 o 100 euro ai gazebo, pagate la colazione al sacco e i pulman organizzati, tutto questo non servirà a nulla.

Il governo Prodi resterà in piedi, litigherà ancora, farà i propri affari privati come hanno fatto tutti i governi precedenti senza tener conto di nulla al di fuori di sé stesso, non collasserà sotto i colpi di finanziarie, tesoretti, sinistre massimaliste, Di Pietro e Mastella.
Perchè questa è la politica schifosa che ci tocca in un paese democratico per finta, capace di far convivere sotto lo stesso tetto Caino e Abele senza spargimenti di sangue, ma solo spargendo mazzette a destra e a sinistra.

Ah, dimenticavo l'ultima cosa.

Secondo Confesercenti, la maggiore impresa italiana è la Mafia con un fatturato annuo di
oltre 90 miliardi di euro.
Una volta ratificata come impresa, tassiamola almeno.

Why not?
LadyMachbet
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