mercoledì, 13 febbraio 2008, ore 16:53

Bellissimo! ^^

Su OkCupid ho scovato il test di Voight-Kampff (Blade Runner) per stabilire se si è umani o replicanti.

Sono un Nexus 6, inconsapevole di esserlo (e ne vado fiera!)

 

Your Score: Nexus 6, unaware

You scored 7Fast emotion , 11 Slow emotion , 7 Logic chain and 9 Evasion !

You're a late-model Nexus 6, but are unaware of it. You are capable of interacting with and passing for a human; the worst they might think of you as "a bit emotionally detached" but you get your work done and it's done right.

You should be proud of your service record, but you're about to be retired, and you won't even know why.


Provate a farlo anche voi:

The Voight-Kampff Replicant Detector Test

LadyMachbet
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categoria : cinema, io

lunedì, 11 febbraio 2008, ore 12:35

AVETE GIA' VISTO CLOVERFIELD?
SI?
ALLORA POTETE LEGGERE
IN CASO CONTRARIO:
 FUGGITE, SCIOCCHI! (CIT. ^^)





Cosa succede quando Godzilla incontra J.J. Abrams?
Risposta facile: viene fuori un film strano come Cloverfield.
E non parlo della tecnica di ripresa, anche se quella videocamera a mano in alcuni momenti l'avrei spaccata sotto i tacchi degli stivali, ma del semplice fatto che  piace pure in realtà non piacendo.
A dirla tutta, la trama è quanto di più esile si possa concepire: il solito mostrone visto e rivisto che esce dal mare e distrugge New York; i protagonisti sono oggettivamente mono espressivi, male caratterizzati, insensibili ed antipatici; i colpi di scena praticamente inesistenti.
Però alla fine della visione viene spontaneo dire di aver assistito ad un bel film.
Non capolavoro, intendiamoci, ma comunque godibile.
Lasciamo perdere che la videocamerina resiste anche alle probabili nuke che vengono scagliate sul mostrone, che una delle ragazze corre per tutto il film su tacchi vertiginosi (dopo nemmeno 500 metri avrebbe dovuto avere due piedi gonfi peggio delle zampe del mostrone), che il tizio che riprende non si ferma mai nemmeno in presenza di eventi sconvolgenti, che si sapeva che sotto le gallerie della metro ci fossero creature pericolose nello stesso momento in cui i ragazzi decidono di scendervi... lasciamo perdere tutto questo.
L'idea geniale è di catapultarti al centro dell'azione e farti correre insieme ai ragazzi senza sapere di preciso cosa stai affrontando.
Inoltre la mano sapiente di J.J. (papà di Lost, ricordiamolo) mescola come al solito le carte seminando una marea di siti (molto verosimili) in cui si ipotizzano esperimenti genetici capaci di generare creature come quelle che intravediamo nel film con il solito gioco di rimandi che ha caratterizzato anche la Lost-Experience.
E a proposito di Lost, va detto che in uno dei fotogrammi iniziali di Cloverfield, appare (in basso a destra) il famigerato loghetto della Dharma:


Bravo quindi J.J. (a proposito, amici lostiani, la seconda J. sta per Jacob^^) capace di cavare denaro dalle rape e di proporci  l'ennesimo disaster/monster movie come la novità del secolo.

Scena cult: la testa di Lady Liberty scagliata in strada,  segno che al mostrone le teste risultano indigeste (dai su, cogliete il collegamento alla testa del povero ragazzo/operatore abbandonata sull'erba di Central Park, mica crederete che l'abbia sputato tutto per compassione? ^^)

Voto: 8 alla sfrontatezza di J.J. se resistete al primo quarto d'ora di noia mortale.
LadyMachbet
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categoria : cinema

mercoledì, 23 gennaio 2008, ore 16:59

ATTENZIONE SPOILER
IL POST PUO' CONTENERE RIVELAZIONI SULLA TRAMA DEL FILM


(bellissimo)




Non c'è bisogno di essere esperti di cinema, io sicuramente non lo sono, per comprendere di trovarsi in presenza di un grande film.
"La promessa dell'assassino" (titolo schifoso, ma come sempre noi italiani siamo inabili nelle traduzioni) è lucido ed implacabile nella sua rappresentazione del male, forte di una fotografia splendida e di un Viggo Mortensen immenso che incarna alla perfezione, nel suo viso scolpito e spigoloso, la freddezza tipica delle opere di Cronenberg.
La trama semplice, esile anche, si arricchisce di simbologie e significati attraverso primi piani capaci di caratterizzare a fondo i personaggi, scavando nelle loro anime e mostrandoci tutta la fragilità umana.
Non ci sono colpi di scena, ogni cosa è facilmente comprensibile sin dall'inizio, ma proprio questa semplicità essenziale che nelle mani di un altro regista sarebbe stata dannosa al film, grazie a Cronenberg riesce a rappresentare magnificamente la condizione dell'uomo costretto sempre a convivere con la violenza e con la brutalità del dolore.
Una delicata Naomi Watts fa da contropeso al mondo spietato della mafia russa con la sua voglia di garantire riscatto ad una neonata catapultata nella vita suo malgrado, come se l'innocenza dei suoi pochi giorni di esistenza potesse lavare via le sevizie patite dalla madre, bambina a sua volta, violentata dall'onnipotente padrino dell'organizzazione e poi morta di parto.
Nel viso pulito della Watts si specchia ogni ruga di Mortensen, perchè la normalità della vita ordiniaria, di un lavoro onesto e dignitoso, della gente semplice che va avanti per la propria strada si innesta proprio sul tessuto marcio della società contemporanea. Si può scegliere di non guardare e continuare la propria vita o mescolarsi con la sozzura, scendere a patti con essa per ottenere qualcosa in cambio.
Mortensen, in bilico tra la sua scalata ai vertici della "famiglia" e il suo ruolo di infiltrato del KGB proprio per rovesciare quella stessa famiglia di cui ora è parte integrante, nella scena finale non da risposte, non ci fa capire quale sia la sua scelta e dove si collochi la sua lealtà.
Fissa soltanto lo spettatore e riflette, probabilmente perchè risposte univoche da dare non ce ne sono mai.

Da vedere, assolutamente da vedere.



 
 
LadyMachbet
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categoria : cinema

lunedì, 21 gennaio 2008, ore 13:04

Attenzione spoiler: se non avete ancora visto "Io sono Leggenda" non proseguite nella lettura del post.
Però consideratevi fortunati di non averlo visto ancora e, se potete, risparmiate i soldi ^^




La copertina di "Io sono leggenda" pubblicato da Urania


"Era un uomo alto, Neville, sui trentasei anni, di tipo prettamente anglosassone, dai lineamenti comuni, a eccezione della bocca larga dal taglio deciso e dell'azzurro intenso degli occhi che scrutavano ora le rovine carbonizzate delle villette ai due lati della sua. Le aveva bruciate lui, per impedire a loro di saltare sul suo tetto da quelli adiacenti."

Questa la descrizione che fa Matheson di Neville e che compare subito, nella seconda pagina appena di "Io sono leggenda", così che il lettore possa imprimersi il volto nella mente e tenerlo con sè fino alla fine.



Questo è Will Smith, ma già lo conoscete.

Adesso, possiamo anche tollerare che un film tratto da un libro cambi i connotati al protagonista per esigenze di star system però almeno dovrebbe restare nei binari che l'opera letteraria ha tracciato.
Già solo il fatto che "Io sono leggenda" sposti l'azione da una piccola cittadina di provincia fino a New York mina profondamente la credibilità di tutta la struttura.

New York, vediamo... quanti abitanti avrà la Grande Mela?
Wiki afferma: 8 milioni.
Tanti indubbiamente.
Ebbene, su otto milioni di abitanti c'è un unico sopravvissuto: Robert Neville.
Se la cosa può essere statisticamente plausibile in un piccolo centro cittadino, lo è molto meno in una città enorme e cosmopolita dove non appare proprio possibile che il nostro sia l'unico immune.

Glissiamo.

Il nostro Neville è stato anche promosso militare, perchè negli USA se vuoi essere un eroe devi per forza vestire la divisa.
 
Glissiamo.

La grande casa in cui abita è quanto più di lontano possiamo concepire dall'artigianale fortezza in cui il Neville originale ha trasformato la sua casa, non ci sono assi alle finestre, non c'è l'aglio che abbonda, non c'è la musica classica che copre gli agghiaccianti rumori esterni.
Invece della musica classica, il contemporaneo Neville guarda talk show in TV.
Questo è degrado della condizione umana più dei vampiri.

Glissiamo.

Oltre ad essere militare, il nostro è anche medico ricercatore con i controcazzi (e poi ci si lamentava di Rambo nella giungla) ed è l'unico capace di trovare un vaccino.
Vaccino? Per curare la diversità ad ogni costo?

Perchè qui sta il senso più profondo del romanzo di Matheson, proprio nel concetto di diverso.
E non c'è cura o soluzione.

Quando resti solo, quando tutti intorno a te sono mutati, quando non appartieni più alla società, anzi il concetto stesso di società è cambiato, allora sei tu a diventare "il mostro", la leggenda che incute timore nelle menti della massa e che va soppressa ad ogni costo.
Il libro si chiude con una sconfitta, il film con una roboante vittoria.

Glissiamo.
 
E se ci allontaniamo dal libro, se facciamo finta di non averlo mai letto prima e ci concentriamo solo sullo schermo in ogni caso non ci troviamo davanti un buon prodotto.
La  sceneggiatura è raffazzonata, alcune scene davvero non trovano alcuna spiegazione, i momenti tristi sono solo patetici e nel complesso "Io sono leggenda" risulta essere un film inutile che non regala emozioni e non fa nemmeno pensare.
Anzi si rabbrividisce solo al pensiero dell'enorme budget speso per ottenere un prodotto tanto mediocre.

Glissiamo?

No, ora basta glissare.
Leggete Matheson e dimenticate, se potete, che esiste un film chiamato "Io sono leggenda"

Voto: 2
LadyMachbet
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categoria : cinema

domenica, 09 dicembre 2007, ore 20:11



Non ho parole.
Un film inutile, non so se allo stesso livello di inutilità di "Natale in crociera mentre ci si sposa alle Bahamas" (non vi offendete vero se sincretizzo in uno due film repellenti?) o un filino ancora più inutile.
Se la Strega, quando sarò vecchia, mi sbatte in una casa di riposo per anziani malandati le rinfaccerò questo pomeriggio!

Bahhhhhh
LadyMachbet
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categoria : cinema

mercoledì, 05 dicembre 2007, ore 17:55

Qui

Le categorie sono tante, scegliete i vostri preferiti.

Ecco i miei:

 

People's Choice Awards
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EDIT: sono spariti tutti gli show :(

Per la cronaca:
Shi-Fi----> Battlestar Galactica
Drama----> House M.D.
Sit-Com----> The Big Bang Theory
Film drammatico----> 300
Film d'azione----> Transformers
Film indipendente----> Sicko
Film d'animazione----> Ratatouille
Colonna sonora----> What I've done dei Linkin Park (Transformers)
Serie Tv d'animazione----> I Simpson
Personaggio TV emergente----> Neil Patrick Harris (Barney, How I met your mother)
Personaggio TV ----> Kiefer Sutherland (Jack Bauer, 24)
LadyMachbet
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categoria : musica, cinema, tv

martedì, 11 settembre 2007, ore 23:52





Mi sento vecchia.
L'altra sera Patty Smith ora Simon & Garfunkel, ma intanto l'età è quella che è e non c'è nulla da fare. 
Però "The sound of Silence" faceva parte di una musicassetta che il mio primo amore  aveva fatto per me, qualcosa come millemila anni fa...  è una canzone fondamentale.
Senza contare che  "Il laureato" è un film bellissimo... God bless you, please, Mrs. Robinson...






And here's to you, Mrs. Robinson
Jesus loves you more than you will know (Wo, wo, wo)
God bless you please, Mrs. Robinson
Heaven holds a place for those who pray
(Hey, hey, hey... hey, hey, hey)

We'd like to know a little bit about you for our files
We'd like to help you learn to help yourself
Look around you, all you see are sympathetic eyes
Stroll around the grounds until you feel at home

And here's to you, Mrs. Robinson
Jesus loves you more than you will know (Wo, wo, wo)
God bless you please, Mrs. Robinson
Heaven holds a place for those who pray
(Hey, hey, hey... hey, hey, hey)

Hide it in a hiding place where no one ever goes
Put it in your pantry with your cupcakes
It's a little secret, just the Robinsons' affair
Most of all, you've got to hide it from the kids

Coo, coo, ca - choo, Mrs Robinson
Jesus loves you more than you will know (Wo, wo, wo)
God bless you please, Mrs. Robinson
Heaven holds a place for those who pray
(Hey, hey, hey... hey, hey, hey)

Sitting on a sofa on a Sunday afternoon
Going to the candidates debate
Laugh about it, shout about it
When you've got to choose
Ev'ry way you look at it, you lose

Where have you gone, Joe DiMaggio
A nation turns its lonely eyes to you (Woo, woo, woo)
What's that you say, Mrs. Robinson
Joltin' Joe has left and gone away
(Hey, hey, hey... hey, hey, hey)
LadyMachbet
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categoria : musica, cinema, io

giovedì, 09 agosto 2007, ore 17:06




 
Se dovessi fare una classifica dei generi cinematografici da me preferiti, non avrei alcun dubbio a sostenere che la fantascienza è la categoria che più accende la mia fantasia.
Io sono curiosamente legata all'ieri e alla storia in generale, ma nello stesso tempo amo correre avanti nel tempo con il desiderio bruciante di vedere nuovi mondi, realtà alternative.
Tra i tanti film visti, rivisti, apprezzati e amati, questi sono i miei cinque preferiti.

Star Wars, battesimo del cinema. La prima volta in presenza della grande magia della sala buia, dello schermo enorme agli occhi di una bambina  affascinata dagli effetti speciali, probabilmente lo stesso  stupore che provo ancora adesso quando  la grafica di un videogioco mi lascia senza fiato mentre riproduce mirabilmente mondi.

È la spada laser di tuo padre. Questa è l'arma dei cavalieri Jedi. Non è goffa o erratica come un fulminatore. È elegante, invece, per tempi più civilizzati. Per oltre mille generazioni i cavalieri Jedi sono stati i guardiani di pace e giustizia nella vecchia Repubblica, prima dell'oscurantismo, prima dell'Impero. (Obi-Wan Kenobi)

Arancia Meccanica
, visto perchè mio padre, al mattino, ne riproduceva ossessivamente la colonna sonora sul giradischi di casa, quasi come sta capitando a me in queste ultime settimane con All along the Watchtower (le manie sono tara familare, evidentemente). Amato perchè rappresenta il mondo distopico che tutti temiamo, il mondo che castra gli istinti e uniforma alla massa.

È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo. (Alexander DeLarge)

Blade Runner e il problema filosofico di cosa sia realmente l'umanità, la vita e il pensiero. Affascinante questione è stabilire il limite tra organico ed inorganico quando si è in presenza di ricordi e sentimenti, anche se indotti in un circuito. Alla fine ti domandi se la macchina non sia forse più umana dell'umano.

Io penso, Sebastian, quindi sono. (Pris)

Strange Days, Lenny Nero, l'uomo magico, il Babbo Natale del subconscio. Colui che ti vende le esperienze che non saresti mai in grando di fare da solo. Suoni, odori, immagini della mente altrui in cui puoi immergerti per provarne l'emozione perchè la vita è noia nella sua lineare uniformità. Poi Lenny è Ralph (Fiennes), la cosa non va sottovalutata.

Vorresti essere quel tizio là, quello con la filippina superdotata per 20 minuti, i 20 minuti giusti, io posso farlo accadere senza neanche farti macchiare la fede nuziale! (Lenny Nero)

Il signore degli Anelli, la locandina è quella de "Il ritorno del Re", ma solo perchè il volto solenne di Aragorn merita attenzione. In realtà tra i preferiti c'è l'intera trilogia senza distinzioni, anche se non si tratta di fantascienza. Alcune scene, alcuni dialoghi mi si sono impressi nella mente e l'epicità della quest non manca di coinvolgermi ogni volta.

Avanti! E non temete l'oscurità! Desti! Desti cavalieri di Theoden! Lance saranno scosse.. scudi saranno frantumati.. un giorno di spade! Un giorno rosso, prima che sorga il sole! Cavalcate ora! Cavalcate ora! Cavalcate per la rovina, e la fine del mondo! Morte! Morte! Morte! Avanti! Morte! (Theoden)


Ovviamente non sono solo questi i film da me amati, molte altre locandine meriterebbero di essere mostrate in questo post (una su tutte, quella di 1997: Fuga da New York... chiamami Jena, stupendo),  ma poi esso sarebbe diventato di una lunghezza estenuante e mi sarebbe passata la voglia di scriverlo.


LadyMachbet
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categoria : cinema, io

lunedì, 02 luglio 2007, ore 07:42



Bellissimo!
Un cartone animato super tecnologico con effetti speciali meravigliosi.
Due ore e passa di godimento assoluto, da morire dalle risate.
Io, per ovvi limiti di età, non ho mai visto i cartoni originali.
O almeno, li ho visti anche, confesso, ma non con gli occhi di un bambino. Però Commander (Optimus Prime)  e Megatron erano di casa lo stesso, vederli riprodotti in grande fa un bellissimo effetto ^^

Poi ci sono scene di una comicità incredibile, le due ore volano via senza problemi.
Ovvio, non è "Il settimo sigillo" e nemmeno "Odissea nello spazio".
Non è che sia andata al cinema con la pretesa di vedere "il capolavoro"!!
Ma non si vive di solo Bergman ^^


LadyMachbet
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categoria : cinema

sabato, 31 marzo 2007, ore 23:54



Epica?
Scomodiamo l’epica una volta tanto, senza timore di esagerare.
Potenza visiva e verbale che trapassa lo schermo come la lancia di Leonida, diritta al cuore dell’obiettivo.
Pelle d’oca durante le sequenze rallentate che fermano le tavole di Miller e le riproducono fedeli sullo schermo immenso.
Corrusco nei colori, superbo nella realizzazione degli scontri, eccessivo nel vilipendio dei cadaveri utilizzati come malta per edificare un muro.
Capolavoro?
Forse si, si può dire capolavoro di questo film potente, assolutamente non storico eppure inquadrabile nel concetto che la Storia è sempre e comunque quella che ci viene narrata.
Dal vincitore.
E non parlo di revisionismo, non è quello il punto.
Il cardine intorno al quale ruota il film è la Gloria, l’essere ricordati dai posteri.
E più orrendo e brutale e mostruoso è il nemico, più sfolgorante è la Gloria.
E
c’è Gloria anche nella sconfitta e nel massacro, c’è vittoria anche nella sconfitta.
Purché il nemico sia “oltre”ogni umana possibilità.
Per questo sono necessarie le figure inquietanti, gli orchi, i goblin.
Un elefante mai visto prima diventa una creatura mostruosa capace di divorare uomini e bestie, possente nel travolgere, spietato nel distruggere.
Gigantesco Serse, convinto di essere un Dio, incarna l’Impero e l’Oriente con i suoi culti lascivi, la mollezza dei costumi, l’effeminatezza dei modi.
Una cultura diversa e non accessibile, sconosciuta nella sua totalità, si trasforma attraverso il racconto in qualcosa di abnorme e atrocemente non umano.
E tralasciamo pure che Sparta non sia affatto modello di civiltà e libertà, che non sia il faro che illumina il mondo moderno.
Sparta è l’IO narrante e in quanto tale ci da la propria visione del mondo e noi che siamo spettatori fedeli non possiamo fare altro che bruciare i rotoli di carta dei filosofi ateniesi e abbracciare la lama, indossare noi per primi il mantello scarlatto e decidere di morire nel crepaccio delle Termopili.
E tornare a casa con il nostro scudo o su di esso.


LadyMachbet
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