
Bah, oggi me ne stavo per i fatti miei ed è saltato fuori il nome di He Who Must Not Be Named... ho finito il libro, sarà per quello.
Una sorta di evocazione inattesa e non voluta.
Un po' di trauma, ma passa.
In fin dei conti, è comunque acqua scivolata sotto i ponti.
E poi è normale che saltuariamente caschi nei discorsi You-Know-Who.
Non avere Horcruxes tra le mani è sicuramente un problema, ma in ogni caso non avrei nemmeno la spada di Gryffindor per farli a pezzi, quindi meglio lasciar perdere.
(Questa la capisce solo chi ha letto i libri^^)
Il mondo non è in pericolo e nessun nuovo ordine sta per essere instaurato, è solo come ha detto giustamente qualcuno che mi vuole bene... più ci deludono, più continuiamo a pensarci.
Sarà sicuramente per quello.
Ma volevo parlare del libro, se non avete letto nulla di Harry Potter, fermatevi qui.
Il rischio spoiler è alto.
Sarà l'età, ma non mi sono mai appassionata alla saga del maghetto.
Sinceramente i primi 4 libri sono poco più di favolette per bambini, poco articolati e di un'ingenuità quasi comica.
La Rowling ha però avuto il grande pregio di mutare stile secondo il crescere dell'età dei suoi lettori, ed è stata anche ben pubblicizzata da TV e giornali, a volerla dire tutta.
Il fenomeno si è diffuso anche da noi, anche se la traduzione italiana è pessima.
Tralasciando pure i nomi delle quattro case tradotti a cazzo (Gryffindor / Grifondoro, Slytherin / Serpeverde, Ravenclaw / Corvonero, Hufflepuff / Tassorosso)
Voglio capire anche che un Dumbledore diventi Silente per comodità di comprensione all'italiano medio, ma il portiere della squadra di Quidditch di Griffyndor perchè da Oliver Wood che è in inglese diventa in italiano Oliver Baston? Dov'è la differenza sostanziale? considerato anche che il resto dei giocatori comunque non cambia nome!
Misteri delle case editrici, ma lasciamo perdere, tanto questo non è l'unico caso.
Torniamo IT.
Il salto di qualità comincia con il quinto libro, l'Ordine della Fenice rivitalizza la trama e rende tutto quanto molto più drammatico ed adulto.
Culminando con questo H.P. and the Deathly Hallows.
Alcuni capitoli sono davvero belli, molte risposte convincenti e la narrazione scorre.
Altri sono di una noia quasi mortale, complice la presenza dei soli tre ragazzi sulla scena senza il contorno della varia "umanità" di Hogwarts.
Anche le trovate per toglierli dai guai in cui costantemente si cacciano sono il più delle volte scontate e semplicistiche e l'epilogo è convenzionale per non dire stucchevole.
Stupendo il passaggio dedicato ai ricordi di Severus Snape (povero, sob) e ovviamente il dialogo finale tra Harry e The Dark Lord.
In definitiva, nulla di nuovo sotto al sole.
Tutto va come deve andare e dispiace solo per i poverini caduti sul campo, tante morti di personaggi a cui bene o male ci si affeziona, a mio giudizio, solo per rendere "crudele" un libro che "crudele" non è.
Perchè comunque alla fine i buoni vincono e l'amore trionfa.
Uguale uguale alla vita reale!
Dalle mie parti, lasciando perdere la vittoria dei buoni, aspetto almeno che l'amore trionfi, prima o poi.
(ma non ci credo affatto)
