Hai mai sentito della torta dell'amicizia, e' la stessa cosa.
Non ci son soldi, miracoli o santi, solo unna torta, non male, damangiare.
Quando ti arriva la tua porzione di "embrione" di torta devi seguire un semplice procedimento che consiste nell'aggiungere giornalmente
degli ingredienti fino al giorno fatidico in cui avrai porzioni di "embrione" di torta da distribuire ed un impasto di torta da fare,
mettere in forno e mangiare.
Non ti spaventare, la tua unica fatica sara' mangiarla.
Buon Appetito.
Questo dolce non va rifiutato; non usare sbattitore elettrico; non mettere in frigo; non utilizzare contenitori in plastica.
Il dolce va preparato da una sola persona. Tutto il preparato va elaborato a mano con cucchiaio di legno.
Buona fortuna.
Esecuzione:
1° gg Versare il contenuto del bicchiere in un contenitore di vetro (o porcellana). Aggiungere 1 bicchierino di farina + 1 di zucchero senza mescolare.
2° gg Mescolare tutto
3° 4° gg Non toccare
5° gg Aggiungere 1 bicchierino di farina + 1 di zucchero + 1 di latte. Non mescolare
6° gg Mescolare tutto
7° 8° 9° gg Non toccare
10° gg Girare il tutto. Togliere 3 bicchierini dell’intero contenuto. Donare poi a 3 persone care. Aggiungere poi 3 bicchierini di farina; 2 di latte; 1 di olio di semi; 100gr uva passita; 1 mela tagliata a fettine molto sottili; 2 uova; 1 bustina di pane degli angeli; 3 bicchierini di zucchero.
Mescolare il tutto esprimendo 3 desideri.
Non fatela, non vi voglio sulla coscienza! ^^
Il solo pensiero di bicchieri colmi di impasto che girano l'Italia da nord a sud mi genera immediati conati di vomito.
E mettendo da parte anche il procedimento di preparazione assolutamente folle e poco igienico, siamo comunque in presenza della solita catena di sant'Antonio, questa volta in versione culinaria.
E ogni catena di Sant'Antonio va repressa senza pietà.
Senza contare il delirio finale dei tre desideri.
Cosa c'entri tutto questo con Padre Pio non lo so.
Fama usurpata, suppongo.
Si sfrutta la notorietà del santo per far circolare una tale barbarie.
Come se il buon Pio fosse solo un cuoco gioviale interessato alla libera diffusione per il mondo della sua torta.
In realtà, quello che fa gola a tutti quanti non è il prodotto dolciario finale, ma la pagana speranza che vengano avverati i propri desideri unita (naturalmente) alla paura per la velata minaccia contenuta nel monito "questo dolce non va rifiutato!!"
Allora tutti in cucina, rigorosamente senza sbattitori elettrici perché, si sa, la tecnologia è figlia del demonio.
Mestoli di legno ed ingredienti lasciati riposare giorni al di fuori di ogni comunissimo frigorifero.
Però, al momento culminante dell'apertura del forno, quando il calore si prepara ad accogliere avido la teglia, è bello sperare che i propri 3 desideri possano essere realizzati.
La brava massaia che si è cimentata paziente nell'impresa freme a tale pensiero!
Ma chiediamoci, noi anime nere, cosa avrà desiderato.
Un mondo migliore?
Pace e serenità per tutti?
Ma no, si sa!
Queste sono cose irrealizzabili!
Il desiderio deve essere concretizzabile (ma desiderio concretizzabile è un ossimoro vuoto di senso, se devo desiderare il minimo è desiderare in grande stile, pace nel mondo, cazzo!)
Quindi, mentre si mescola la torta con lo sguardo sognante, si spera: ah buono e santo Padre Pio fa che mi telefoni... fa che mi chieda di uscire... fammi incontrare l'amore della mia vita... fammi vincere al superenalotto... fa che la mia vita sia simile a Beautiful...
Ma scherziamo?
Buttate via tutto e preparate un canonico Tiramisù!